RAGNATELE.
Appunti per un viaggio tra i paesi abbandonati dell’Appennino.

ragnatele

Giorno 20
Romagnano al Monte (SA)

baracche terremoto

Queste sono le baracche di Romagnano al Monte, sono state costruite dopo il terremoto del 1980 per offrire un riparo provvisorio a chi aveva perso la casa nel vecchio paese. Oggi sono ancora parzialmente abitate, sono il simbolo di tante zone interne sospese nella precarietà di ricostruzioni mai finite e di un nuovo sviluppo tanto promesso e mai arrivato.

Giorno 7
Leofara (TE)

pastore Gino

Qui c’è Gino con il suo gregge nel suo stazzo a 1100 metri sui Monti della Laga in provincia di Teramo. Gino è nato a Laturo, un paese abbandonato della zona; per una notte ci ha aperto il suo rifugio sui monti e ci ha raccontato, davanti ad un bel bicchiere di vino, cosa vuol dire fare il pastore oggi e cosa è cambiato da quando da giovane faceva la transumanza e portava le sue pecore fino al Tavoliere delle Puglie.

Giorno 24
Cavallerizzo di Cerzeto (CS)

cavallerizzo def

Il paese nuovo di Cavallerizzo di Cerzeto in Calabria è stato ricostruito dopo che una frana ha colpito il vecchio abitato nel 2005. La popolazione si è divisa a causa della ricostruzione, non tutti hanno accettato le case nuove e alcuni sono rimasti nel vecchio paese dichiarato inagibile. Qui abbiamo incontrato alcuni abitanti per provare a farci raccontare la storia di questa comunità che oggi appare lacerata.

Giorno 25
Cavallerizzo di Cerzeto (CS)

liliana

Liliana è una delle abitanti del paese vecchio di Cavallerizzo, ha rifiutato di trasferirsi entrando in contrasto con praticamente tutte le amministrazioni. Nonostante sia una anziana signora di più di 80 anni su di lei pendono varie denunce, multe e ingiunzioni di sfratto; ma lei rifiuta ancora di abbandonare la sua casa.

Giorno 5
Stivigliano (TE)

stivigliano tramonto

Tramonto a Stivigliano.

Giorno 23
Cirella (CS)

Cirella

Di Cirella restano solo dei ruderi arroccati su una collina affacciata sulla costa tirrenica calabrese. Distrutto per ben tre volte, prima dai Romani, poi dal pirata Dragut e infine bombardato dagli inglesi nel 1808, secondo una leggenda l’abitato sarebbe stato poi attaccato e divorato da gigantesche formiche rosse. Il paese nuovo è stato costruito sulla costa, dove uno sviluppo urbanistico incontrollato e a volte devastante ha completamente trascurato le aree interne.

Giorno 16
Apice Vecchia (BN)

apice vecchia

Da questa foto si vede una delle piazze del vecchio borgo, uno dei paesi più grandi che abbiamo incontrato (ci vivevano circa 5mila persone) abbandonato dopo il terremoto in Irpinia del 1980. Oggi è recintato ma non ancora distrutto con alcuni progetti che stanno provando a riqualificarlo, mentre il paese nuovo è stato ricostruito completamente a due km di distanza. Qui abbiamo incontrato il barbiere Tommaso che da trent’anni tiene aperta la sua attività nel borgo abbandonato da cui non è mai voluto andar via…

Giorno 9
Padula (TE)

recording

Paesaggio sonoro. Riprese e field-recording nei boschi teramani.

Giorno 22
Aliano (MT)

calanchi

Siamo vicino Aliano, in Basilicata, provincia di Matera. Un paesaggio lunare, tra calanchi e terre arse, avvolge il nostro tragitto verso la Calabria. A farci compagnia stormi di poiane e corvi, qualche rara macchina sull’asfalto e un vecchio rudere.

Giorno 5
Mattere (TE)

mattere

A casa di Francesco e Laura, al riparo dalla pioggia prima di una lunga camminata…

Giorno 23
Verbicaro (CS)

interno verbicaro

Spesso capita di trovare una casa abbandonata dove tutto è rimasto come era al momento della partenza, e di ritrovare immersi nella polvere gli oggetti personali, i vestiti, le stoviglie, e a volte dei barattoli di salsa vecchi di 40 anni. Si comprende, per un attimo, cosa vuol dire abbandonare tutto, chiudere la casa per emigrare altrove senza tornare più. Gli emigrati partono con un carico di tristezza e rimpianti ma anche pieni di aspettative e di voglia di costruire un futuro diverso in luoghi lontani.

Giorno 12
Fano Adriano (AQ)

DSCF2501

La montagna che ci sovrasta alle nostre spalle è il Gran Sasso che con i suoi 2900 m sarà il punto più alto del nostro percorso, oltre che di tutto l’Appennino. Il nostro viaggio, tuttavia, ha attraversato una montagna particolare, una montagna minore, interna e spesso sconosciuta ai classici itinerari turistici, e che al tempo stesso possiede un fascino sottovalutato e storie spesso più interessanti.

Mi sentivo più felice sulla vetta secondaria da cui il mio sguado poteva al tempo stesso scendere verso pendii più bassi, poi risalire, di cresta in cresta, verso le pareti superiori e la punta immersa nel cielo azzurro. Là, senza dover reprimere quel moto d’orgoglio che avrei provato mio malgrado sul punto culminante della montagna, assopravo il piacere di soddisfare completamente i mmiei sguardi alla vista di ciò che nevi, rocce, foreste e pascoli mi offrivano di bello. Planavo a mezza altezza tra le due zone della terra e del cielo, e mi sentivo libero senza essere isolato. In nessun altro luogo un sentimento di pace più dolce mi penetrava il cuore.
(Elisèe Reclus, Storia di una montagna)

Giorno 22
Verbicaro (CS)

verbicaro

Vista del centro storico di Vebricaro.

Giorno 6
Stivigliano (TE)
stivigliano interno

“E riscopriamo la difficoltà di rimanere a vivere in montagna. Siamo diversi dalle generazioni che ci hanno preceduto: loro, spesso, non avevano nulla, il che è diverso dal sentirsi lontani da tutto. È il lato sconfitto di uno sviluppo imperfetto…”( Donatella Cozzi, Le imperfezioni del silenzio)

Giorno 10
Vallenquina (TE)

Vallenquina

A Vallenquina, qui rappresentata in un’illustrazione, dove ormai rimangono solo due abitanti, è uno dei tanti paesi spopolati del teramano. Come questi luoghi possono rivivere e ritrovare un senso e un valore per le nuove generazioni? Una risposta interessante a questa domanda ci è sembrata quella della “Notte della Paura” un festival teatrale che si svolge tra i boschi e i paesi abbandonati dei monti della Laga, che rimette in scena, grazie alla collaborazione della popolazione locale, le favole e le storie di paura di queste montagne. Lo spettacolo è itinerante e si svolge alla luce delle fiaccole tra boschi e radure, rendendo l’elemento naturale il palcoscenico della performance. Quest’anno si è tenuta a Vallenquina e qui abbiamo incontrato il regista e gli attori…

Giorno 18
Tocco Caudio (BN)

tocco

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Il corso di Tocco Vecchia, abbandonata nel 1980, in seguito al terremoto in Irpinia

Giorno 20
Romagnano al Monte (SA)

chiesa romagnano

Questa è la chiesa del vecchio paese di Romagnano a Monte. Ci ha raccontato come si viveva qui, del terremoto e della successiva ricostruzione il pastore Giovanni che porta ancora le sue pecore tra i ruderi del vecchio paese.

Giorno 19
Formicola (CE)

tre generazioni

Con gli ultimi abitanti di Fondola, fra storie e racconti di una minuscola frazione in provincia di Caserta.

Giorno 17
Monte Taburno (BN)

notturna taburno

Sono trenta le notti che abbiamo passato in giro per questa Italia interna, le abbiamo trascorse tra i boschi dell’Appennino, nei ricoveri dei pastori o nella piazze principali dei paesi abbandonati, in una fredda valle del Gran Sasso o nelle faggete silane. In tante e tanti ci hanno accolto e raccontato le loro storie e dei loro territori diventando protagonisti della nostra esperienza, piccoli tasselli di un mosaico che ci ha restituito la complessità di queste aree montuose interne. Ci piacerebbe tornare nelle stesse zone al più presto, per provare a restituire il nostro punto di vista attraverso il racconto completo del nostro viaggio.